Cosa rende un team davvero performante?
Per anni le aziende hanno cercato la "formula magica" per costruire il team perfetto. Hanno unito i migliori talenti, ottimizzato i processi e offerto incentivi economici importanti. Eppure, Google, nel suo famoso studio durato anni chiamato "Project Aristotle", ha scoperto che il segreto non risiedeva in chi faceva parte del team, ma in come i membri interagivano tra loro. La risposta fondamentale era una sola: la sicurezza psicologica.
Cos'è la sicurezza psicologica?
Coniata dalla professoressa di Harvard Amy Edmondson, la sicurezza psicologica è la convinzione condivisa dai membri di un team che l'ambiente sia sicuro per l'assunzione di rischi interpersonali. In parole povere: è sapere di non venire puniti, umiliati o giudicati se si propone un'idea "fuori dagli schemi", se si fa una domanda apparentemente banale o, soprattutto, se si ammette un errore.
I 4 stadi della Sicurezza Psicologica
Costruire questo tipo di cultura non avviene dall'oggi al domani. Si passa attraverso quattro fasi:
- Inclusion Safety: Sentirsi accettati per quello che si è, senza dover indossare maschere.
- Learner Safety: Sentirsi liberi di fare domande, sperimentare e persino sbagliare durante il processo di apprendimento.
- Contributor Safety: Sentirsi sicuri di partecipare attivamente, dando il proprio contributo e usando le proprie competenze.
- Challenger Safety: Il livello più alto, dove si ha il coraggio di sfidare lo status quo e proporre innovazioni senza temere ritorsioni.
Come Psymetria accelera questo processo
I leader devono dare l'esempio, mostrando vulnerabilità e sostituendo la cultura della colpa con quella dell'apprendimento. Tuttavia, per un dipendente, fare il primo passo può fare paura.
Le aziende che usano strumenti di ascolto anonimo e confidenziale come Psymetria offrono una "palestra" sicura. Il dipendente può confidarsi con l'AI, sapendo che non sarà giudicato e che la sua identità è protetta. Il management, ricevendo insight aggregati, può a sua volta agire tempestivamente per prevenire il disagio e dimostrare nei fatti che ogni voce conta davvero.